15 Novembre: il Brasile si trasforma pacificamente in repubblica

Il 15 Novembre 1889 si trasformò pacificamente in repubblica. L’imperatore Pietro II detto il Magnanimo fu costretto ad abdicare a seguito di una rivoluzione non violenta e per il paese si aprì una nuova fase politica.

Oggi il Brasile è il quinto stato del mondo per superfice estensione, pari oltre 8,5 milioni di kmq, quasi la metà dell’intera america meridionale. A est è bagnato dall’oceano Atlantico a est, mentre a nord, sud e ovest confina con quasi tutti i paesi sudamericani ad eccezione di Ecuador e Cile. La nazione carioca, difatti, confina a nord confina con Guyana francese, Suriname, Guyana e Venezuela, a nord-ovest con la Colombia, a ovest con Perù e Bolivia, a sud-ovest con Paraguay e Argentina, e a sud con l’Uruguay.

Gli abitanti del Brasile sono oltre 200 milioni, molti dei quali risiedono nelle metropoli situate sulla costa atlantica. Il navigatore che per primo esplorò le coste del Brasile fu l’italiano Amerigo Vespucci, nel 1499. A seguire ci fu un lungo periodo coloniale iniziato intorno al 1530 e terminato nel 1822 con l’indipendenza dal Portogallo, la nazione colonizzatrice. Poi quasi settant’anni di monarchia costituzionale e infine l’abolizione della schiavitù e la nascita Repubblica.